
Ampliamo lo sguardo.
La produzione globale di fragranze, oli essenziali e ogni altro prodotto profumato è stato spesso consentito dal ricorso a ingredienti di sintesi chimica, che ne hanno permesso la preparazione a costi sostenibili e in quantità che rispondessero alle richieste del mercato.
Inoltre i prodotti di origine sintetica hanno il vantaggio di rendere riproducibile e standardizzabile la formulazione di complesse miscele di fragranze.
Queste, se fossero invece basate solo su prodotti naturali, sarebbero soggette a variazioni di caratteristiche olfattive dipendenti, ad esempio, dalle condizioni climatiche, proprio come succede nel campo dell’enologia.
Condizioni climatiche che inevitabilmente influiscono anche sulle rese di raccolta di fiori, radici e resine, con riflessi in termini di fluttuazione delle quotazioni delle materie prime.
E ciò ancora non basta per rendere l’idea di quanto interconnesso sia il mondo delle fragranze con quello della natura e con il futuro del Pianeta.
Soddisfare la richiesta di un ampliamento dell’offerta di sostanze di origine naturale andrebbe infatti incontro a questioni etiche e di sostenibilità ambientale non da poco.
In questo senso, è particolarmente rappresentativo l’esempio dell’olio di sandalo.
Nonostante questa pianta cresca in varie parti del mondo, quello di origine indiana è il più richiesto nella preparazione di oli essenziali di prima qualità. Tuttavia, l’enorme richiesta di mercato di questa essenza che proviene da alberi che abbiano almeno 30-40 anni d’età, ha portato a una decimazione della specie stessa, che al momento è a serio rischio di estinzione.

Un discorso analogo potrebbe essere fatto per altre essenze naturali, come la vaniglia o il patchouli.
Anche queste provengono per la maggior parte da territori particolarmente esposti ai cambiamenti climatici e la cui cultura intensiva è responsabile di deforestazione o di sostituzione di coltivazioni di piante edibili, con il conseguente innalzamento dei costi di prodotti agricoli a fine alimentare.

A complicare ulteriormente il quadro ci sono i fattori geopolitici.
Spesso queste coltivazioni trovano il loro habitat in Paesi soggetti a condizioni politiche particolarmente instabili, con conflitti armati in corso e condizioni di lavoro insostenibili rispetto agli standard occidentali.
Insomma, è chiaro che rispondere alla crescente domanda di prodotti naturali da parte dei consumatori è una sfida molto complessa. E paradossalmente in contrasto con gli impegni richiesti ai brand del settore di mettere in atto politiche commerciali che siano sostenibili e responsabili.
Ancora una volta, quindi, Scent Of Lombardy ribadisce la sua scelta di rappresentare una filiera unica, economica e sostenibile.
Quella verso la produzione di essenze di origine biosintetica, grazie a un uso combinato di biotecnologie e chimica fine. Sfruttando, in particolare, le proprietà degli enzimi, la loro selettività, la capacità di lavorare in condizioni blande e di produrre composti di interesse partendo da materie prime spesso competitive (composti chimici semplici, biomasse).
E la natura non è solo il nostro obiettivo, bensì la nostra fonte di ispirazione.
Spesso l’innovazione biotecnologica si applica semplicemente imitando ciò che già avviene nel mondo animale e vegetale.
Infatti, la conoscenza di numerosi processi naturali di biosintesi delle fragranze permette di individuare e utilizzare gli enzimi che catalizzano reazioni critiche per la biosintesi delle molecole con profumazioni richieste (ricordiamo esempi quali Ciclasi, Enoato Reduttasi, Lipossigenasi, Epossido Idrolasi, Lipasi, ecc.).
La tecnologia ormai consolidata di conoscenza del DNA e dei cicli biosintetici permette quindi di usare attività enzimatiche come biocatalizzatori in reazioni di particolare interesse.
In questo modo si copia la natura ma non la si danneggia con prelievi sconsiderati delle risorse a disposizione, che hanno portato piante e ambienti sull’orlo dell’estinzione.




